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E' trasparente ma cos'è?

by Super User
in Blog
on 27 Dicembre 2012
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PMMA, Metacrilato, Plex, Estruso, Colato. Tanti termini, tante informazioni, tanta confusione e tante cose che bisognerebbe sapere...

Il mondo della stampa digitale è ricco di offerte ma non sempre si capisce cosa possa soddisfare al meglio le proprie esigenze o quanto meno non è chiaro cosa possa rappresentare il miglior compromesso.
Senza concentrarci sulle differenze di prodotto per marca, concentriamoci sulle principali famiglie disponibili. Come clienti sappiamo che il mercato offre 2 famiglie di prodotti: estruso e colato. Vi siete mai chiesti quale sia la differenza?
Le lastre di metacrilato estruso sono create attraverso un processo di estrusione. Il materiale, in ‘pellets’ viene fatto passare in pressione attraverso dei rulli calibrati ad una distanza ben specifica. Questo permette di ottenere delle lastre di spessore molto preciso quindi con ottime caratteristiche di planarità e costanza. In poche parole, lo spessore delle lastre estruse sarà praticamente omogeneo o con errori pressoché impercettibili. Questo è un ottimo valore aggiunto per chi stampa. Uno spessore omogeneo e costante garantirà maggiore precisione e qualità di stampa. Genericamente si sa che l’estruso garantisce una adesione molto elevata dell’inchiostro UV. Quindi una resistenza elevata al graffio, rispetto ai concorrenti.
Le lastre di metacrilato colato vengono create colando il materiale in forma liquida tra 2 lastre di vetro. Questo fa si che lo spessore delle lastra non sia perfettamente omogeneo e costante. La qualità di stampa è elevata ma non paragonabile al metacrilato estruso. O forse no?
I processi produttivi cambiando nel tempo, sono in continua evoluzione. Sempre più spesso si trovano in commercio lastre di colato con margini di errore di spessore (tolleranze) addirittura inferiori a quelli dell’estruso. La resistenza meccanica dell’inchiostro è comunque buona.
Il prezzo di acquisto del colato però può variare, addirittura fino ad un 100% in più rispetto all’estruso.

La situazione evolve se non ci vogliamo cimentare anche nel taglio delle nostre lastre stampate. Lo sapevate che estruso e colato non si comportano nello stesso modo, quando vengono tagliati con un plotter da taglio?
L’estruso può essere tagliato agevolmente con una fresa potente. Usando una fresa di bassa potenza, rischiamo surriscaldare il materiale e quindi avremo delle colature degli scarti, lungo i bordi. Se non hai un plotter da taglio ben accessoriato, sarà molto difficile lavorare il materiale.
Il colato è molto più semplice da tagliare. Essenzialmente può essere tagliato con qualsiasi plotter da taglio, non è importante avere una fresa potente.
Ci complichiamo ulteriormente la vita se per caso dovremo anche andare a termoformare o piegare a caldo le nostre lastre stampate. Dando per scontato che abbiamo stampato le lastre con una tecnologia UV con inchiostri adatti alla piegatura a caldo, scopriamo che la piegatura a caldo è soggetta alle tensioni molecolari del supporto e ai tempi di riscaldamento e raffreddamento.
Il colato può essere lavorato a più riprese ma si dovrà stare attenti alla resistenza dell’inchiostro. Come detto prima, l’estruso ha più coesione con l’inchiostro ma essendo un prodotto creato per compressione, avrà maggiori tensioni molecolari. Le lastre di estruso dovranno essere piegate e/o lavorate molto velocemente, prestando attenzione a non far crepare il supporto.

In pratica, se non abbiamo manualità rischiamo di buttare via tutto.
Di certo, quanto riportato sopra è frutto della mia esperienza personale. E’ altrettanto certo che l’esperienza di ognuno varia anche in un aspetto che ho volutamente tralasciato: la marca.
Ebbene si. C’è colato e colato e c’è estruso ed estruso. Per intenderci, il colato dell’azienda X non si comporterà necessariamente come il concorrente dell’azienda Y e così via.
Certamente, avranno comportamenti simili ma non di certo gemelli.
Il mercato sta crescendo e anche la conoscenza dei prodotti. Dire che sia meglio un prodotto di un altro, non è semplice. Senza dubbio è legato all’applicazione finale che dovremmo fare.

FONTE: www.pubblitec.info/2014/04/e-trasparente-ma-cose/

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